Ottocento
Cosi dicono gli Ottocento:
“Quello che oggi ancora ci lega fortemente a Fabrizio De André è il ricordo del suo intenso atteggiamento oblativo, che si trasmetteva attraverso il suo sguardo, la sua voce, la sua stretta di mano, la tenacia con cui si ostinava a dire in musica che la relazione con l’altro si costruisce e mantiene senza contropartite.
Cresciuti con la sua voce e le sue storie, ci siamo incontrati su un incrocio di strade diverse, subito dopo la sua morte, con la convinzione di poter provocare tra gli amanti delle sue canzoni quell’emozione che attraversa “passaggi e passaggi di tempo”.
Ottocento è il nome di una canzone di De André, un nome che involontariamente ci è stato suggerito da un amico di Fabrizio alla nostra prima esibizione, cinque anni fa, mentre raccontava con gli occhi bagnati di un vecchio ricordo. Siamo prima di tutto sei amici – questa forse è la prima cosa che sente chi c’ascolta – che vogliono far risuonare le canzoni di De André tra le gente che lo ha amato, perché vengano ancora ascoltate, cantate assieme, perché inevitabilmente ci si emozioni e si condivida il loro significato. Le consideriamo intoccabili, o forse non riusciamo a prendere distanza dal ricordo dei concerti del ’79 con la PFM, o di quegli ultimi del ’98 con Cristiano De André. Per questo con due chitarre, voce, violino, tastiere, basso e batteria cerchiamo, per quanto ci è possibile, di riproporre quegli stessi suoni e arrangiamenti.
Abbiamo portato questo “tributo” in situazioni molto diverse, dalle feste popolari (tra le altre la Festa de L’Unità Regionale, la Festa dei Popoli di Cassano d’Adda…) ai circoli letterari (Caffè Letterario di Bg…), ai teatri (Filodrammatici di Treviglio, Teatro Olimpico di Sabbioneta…), alle scuole, a vari locali e pub. Abbiamo riproposto, nei loro suoni e per intero, album come "Non al denaro, non all'amore né al cielo", o "La Buona Novella" (con la partecipazione di un coro), i concerti con la PFM, le canzoni più famose da La guerra di Piero a Fiume Sand Creek a Anime salve, e chicche come Oceano, Una storia sbagliata, La stagione del tuo amore, Canzone dell'amore perduto.
Con la passione per la musica e la poesia, che De André ha saputo così magistralmente unire, ci scopriamo ogni volta con gli occhi lucidi di fronte a tanta gente che non ci lascia chiudere il concerto perché delle canzoni del Faber non ci si stanca mai: e così continuiamo a suonare.”
Gli Ottocento sono:
Marco Pesenti – voce e chitarre
Alessandro Walter Lampis– batteria e percussioni
Fernando Tovo – chitarre e cori
Luigi Angelo Suardi – piano e tastiere
Andrea Gustinetti – bassi elettrici
Elisabetta Faucher – violini